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Stencil
E' una tecnica di decorazione per pareti e per oggetti,
di origine inglese, che utilizza mascherine in acetato o materiale
plastico, in modo da ripetere un soggetto in maniera regolare.
MATERIALE
Per iniziare a
decorare una parete con la tecnica dello stencil, occorrono:
-
colori
acrilici in varie tonalità, che non vanno diluiti con acqua ma
utilizzati puri in piccole quantità (vedi Teoria
dei colori)
-
pennelli da
stencil a setole corte e rigide
-
mascherine
in acetato o carta di Manila con il soggetto prescelto
-
piattini di
carta
-
fogli di
carta puliti
-
spugne
inumidite per ripulire le mascherine
-
scotch di
carta per fissare al muro le mascherine
-
stracci per
ripulire i pennelli
COME SI FA
-
applicare la
mascherina nella posizione desiderata con qualche pezzetto di scotch
di carta
-
versare una
piccola quantità di colore acrilico della tinta desiderata in un
piattino (si comincia dai colori chiari)
-
con il
pennello da stencil, picchiettare sul colore preparato ed effettuare dei
movimenti rotatori decisi su un foglio di carta pulito, per togliere
l'eccesso di colore e per prendere la mano sul movimento tipico dello
stencil - il pennello deve rimanere perpendicolare alla superficie
-
con lo
stesso movimento, cominciare a dipingere sul muro all'interno degli
spazi pretagliati della mascherina, partendo dall'esterno verso
l'interno del soggetto
continuare
per tutte le parti di quel colore prima di passare ad altra tonalità
(con due o tre pennelli non avrete bisogno di pulirli in
continuazione)
terminato
di applicare il colore sul primo soggetto, staccare delicatamente la
mascherina dal muro, passarvi la spugna inumidita per ripulirla, ed
applicarla nella nuova posizione
continuare
a piacere fino al termine della serie
SUGGERIMENTI
Il
segreto è prendere confidenza con il movimento rotatorio da imprimere al
pennello; con un po' d'esperienza, imparerete ad ottenere sfumature che
diano l'impressione del volume dei soggetti dipinti. Non dimenticate
inoltre di mantenere pulita la zona di lavoro, attrezzi compresi: gli
sbaffi di colore sul muro si possono togliere con una spugnetta inumidita,
ma inevitabilmente asporterete anche un po' del colore di fondo della
parete, quindi fate attenzione!
Una
volta diventati abili, è possibile costruirsi le proprie mascherine
intagliando soggetti in un foglio di acetato con un cutter affilato,
avendo l'accortezza di lasciare, tra una zona e l'altra da riempire di
colore, dei "ponti" per tenere unite le parti.
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Decoupage 3D
Ho provato questa variante del
decoupage tradizionale e vi propongo la MIA tecnica (infatti ci sono
diversi modi di intenderla, che prevedono anche l'utilizzo di silicone o
gomme particolari).
MATERIALE
-
carta da decoupage molto sottile,
meglio i tovaglioli che useremo nel solo velo superiore (quello
decorato)
-
colla per tovaglioli
-
vernice di finitura da decoupage
-
forbici e taglierino
-
pasta per modellare di tipo SOFT (è
bianca e soffice, va lavorata pochissimo)
-
mattarellino o bicchiere di plastica
per stendere la pasta
-
tempere o acquerelli
-
pennelli
-
spatolina
COME SI FA
-
stendere un po' di pasta da
modellare su un piano da cui sia poi facile staccarla, in uno spessore
di circa 3/4 millimetri (più è sottile più si "imbarca" quando asciuga)
-
spargere un po' di colla da
tovagliolo sulla pasta stesa
-
applicare i ritagli di tovagliolo
con i motivi scelti (ritagliati lasciando un bordo oltre il disegno,
verranno rifiniti dopo), aiutandosi con il pennello per far aderire bene
il motivo sulla pasta
-
ricoprire con un velo di colla tutto
il motivo
-
lasciare asciugare un poco (i
caloriferi sono l'ideale)
-
staccare delicatamente la pasta dal
supporto con la spatolina, e modellarla con le mani o con piccoli
attrezzi non appuntiti a seconda del motivo scelto (se, per esempio, si
scelgono foglie, premere con una stecca lungo la venatura centrale e
lungo le venature oblique, alzando i margini in qualche punto)
-
lasciare asciugare completamente
-
ritagliare lungo i bordi de motivo
con le forbici e il taglierino
-
passare un velo di colore lungo i
bordi rimasti bianchi del motivo, per dare più verosimiglianza (per le
foglie va bene una tonalità verde scuro, per altri motivi basatevi sul
colore principale, meglio comunque se scuro)
-
lasciare asciugare
-
verniciare con la vernice di
finitura de decoupage
-
lasciare asciugare
-
incollare i motivi con colla di tipo
epossidico (ad esempio Attak) sull'oggetto da decorare
SUGGERIMENTI
Fate delle prove con motivi semplici
per prendere la mano su come "muoverli" per dare loro l'effetto 3D. Carte
più pesanti del tovagliolo possono formare grinze, anche belle se
l'oggetto deve avere un aspetto "vissuto" e se dosate con cura.
La pasta da modellare la trovate in
commercio nei negozi di hobbystica; io personalmente la ordino via
Internet dal catalogo
www.hobbyexpert.it.
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Teoria dei colori
Non occorre
acquistare kit completi (e costosissimi) di colori, a tempera, ad olio o
acrilici che siano. Vi basti sapere che si possono ottenere infinite
sfumature con questi tre colori di base, detti colori PRIMARI:
-
ROSSO
MAGENTA
-
BLU DI
PRUSSIA
-
GIALLO CADMIO
Più, per
schiarire e scurire, il bianco e il nero. Attenzione però: poiché il
nero contiene in realtà tutti e tre i colori primari, se mescolato ad
altre tinte tende ad accentuare il colore primario presente nella tinta da
scurire. Vale a dire, giallo + nero = verde, rosso + nero = marrone. Il
bianco invece tende ad opacizzare le tinte; meglio utilizzare il giallo,
ma solo nei casi in cui il colore da schiarire non ne contenga già in
abbondanza.
Mescolando tra loro i colori
primari, si ottengono i colori SECONDARI, e cioè:
I cosiddetti
colori COMPLEMENTARI sono quelle coppie di colori formate da un colore
SECONDARIO + il colore che rimane dei PRIMARI:
-
VIOLA (ROSSO
+ BLU) -> colore complementare GIALLO
-
ARANCIONE
(ROSSO + GIALLO) -> colore complementare BLU
-
VERDE (BLU +
GIALLO) -> colore complementare ROSSO
Consiglio: il color carne invece si ottiene
miscelando rosso, nero e giallo, più un tocco di bianco. Poiché è un
colore abbastanza difficile da azzeccare, è consigliabile comprarlo già
in tubetto.
L'occhio umano
tende a compensare la presenza di colori nell'ambiente che lo circonda,
cioè per esempio in un ambiente con troppo rosso ricerca il verde
che ne è il colore complementare: per creare quindi ambienti in armonia
cromatica occorre tenerne conto.
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Cernit
E'
il nome di una pasta da modellare, simile al Pongo ma che indurisce con la
cottura con cui assume un aspetto ceramico, dai colori brillanti e vividi che si mantengono nel tempo. E'
disponibile in panetti di vari colori mescolabili tra loro (vedi Teoria
dei colori). Una volta indurito, si può verniciare, ritagliare,
limare, incollare ad altri pezzi.
COME SI FA
Conviene
iniziare da forme semplici e piccole, tipo frutti o fiori.
-
togliere il
panetto dall'involucro e prelevarne un piccolo pezzo
-
scaldare il
pezzo di Cernit tra le mani per qualche momento, per aumentare la
malleabilità
-
dare la
forma desiderata, servendosi anche di piccoli utensili come
stuzzicadenti, matterelli per ravioli, stecche per la creta, stampini
da biscotti
-
per
aggiungere un pezzetto di altro colore a quanto già creato, scaldare
leggermente le parti da unire con le dita e premerle insieme, passando
poi con le dita sulle giunture in modo da farle aderire bene
-
disporre
l'oggetto su della carta da forno o direttamente sulla teglia da
forno, e cuocere a circa 100 - 120 gradi per alcuni minuti
-
lasciare
raffreddare a temperatura ambiente
-
verniciare
eventualmente con una mano di vernice a spruzzo lucida o satinata
SUGGERIMENTI
Il Cernit è
facile e divertente, ma non è atossico come la pasta salata, quindi non
fatelo utilizzare ai bambini piccoli. In compenso, le vostre creazioni non
rischieranno di sfaldarsi col tempo, ma dureranno inalterate per
lunghissimo tempo..
EFFETTI DI COLORE: i colori tendono
a scurire con la cottura, quindi tenetene conto quando create sfumature.
Mescolando colori anche contrastanti tra loro in maniera parziale e non
omogenea, si
ottengono striature marmoree di bell'effetto. E' possibile anche sfumare
due o più colori, con una tecnica che descrive molto bene Sue Heaser nel
suo libro "Come modellare e lavorare il Cernit" (ne parlo anche
sul mio sito in questa pagina).
CONSIGLI VARI:
nel Cernit lavorato con le mani rimangono le impronte digitali in
lievissimo rilievo. Se non desiderate che la cosa accada, dopo aver dato
la forma al vostro pezzetto di Cernit, passatelo con un dito inumidito in
un po' d'acqua, e cercate di lisciare così la superficie.
Tenete comunque
conto che questo materiale, una volta cotto, si può tagliare e limare, e questo può
tornare utile per rimediare a qualche piccolo disastro.
I piccoli oggetti in Cernit possono
essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per
conserva, cornici, scatoline) utilizzando una colla tipo Attak o una colla
epossidica a due componenti, da preparare al momento in piccole quantità.
FINITURA: ovviamente dipende
dall'oggetto, ma all'occorrenza il Cernit può essere scartavetrato con una
carta vetrata a grana fine, bagnandola mentre si procede per non far
aderire la polvere, prodotta dallo sfregamento, alla carta vetrata, che
perderebbe così efficacia.
L'ultimo passaggio può essere la
lucidatura, ottenuta sfregando il pezzo finito e scartavetrato con un
panno morbido (insistendo molto) o con una vernice trasparente e lucida
all'acqua (quelle a base di solventi non vanno bene, perché non si
asciugano mai del tutto sul Cernit restando oleose).
COTTURA: fate delle prove con palline
di Cernit di varie dimensioni, se non siete sicuri delle prestazioni del
vostro forno. Pezzi piccoli
richiedono pochi minuti di cottura, pezzi grandi qualche minuto in più,
ma non esagerate né con la temperatura né con il tempo di permanenza nel
forno: correte il rischio di rigonfiamenti o spaccature. Ricorrete al
trucco della pallina di stagnola come anima di una pallina di Cernit di
grandi dimensioni: alleggerirete il vostro lavoro e cuocerà in minor
tempo.
CONSERVAZIONE: il Cernit non
utilizzato si conserva a temperatura ambiente o in frigorifero, meglio se
in una scatola di latta (alcuni tipi di plastica infatti possono "legarsi"
con la componente plastica del Cernit, rovinandolo).
Non teme
l'acqua e l'oggetto finito può essere pulito con un panno umido.
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Pasta salata
La
pasta salata ha avuto un grande boom negli ultimi anni, rivelandosi uno
dei passatempi preferiti per facilità d'esecuzione, reperibilità
dell'occorrente e, perché no, per economicità. Si tratta di un miscuglio
di sale, farina e acqua, che crea una sostanza modellabile da far
asciugare in un forno.
MATERIALE
-
una tazza di
farina tipo 0
-
una tazza di
sale fino
-
mezza tazza
di acqua a temperatura ambiente (utilizzando la stessa tazza per le
dosi di farina, sale e acqua)
-
colla in
polvere da tappezziere per rendere più duraturo l'oggetto da creare
(facoltativo)
-
forme per
biscotti, stuzzicadenti, stecche per la creta, coltellini, colini,
spremiaglio per effetti particolari (descritti oltre)
-
ciotola
d'acqua pulita per inumidire i vari pezzi da assemblare
-
vernice
idrorepellente per finitura finale
COME SI FA
Innanzitutto
occorre mescolare la farina, il sale fino ed eventualmente un cucchiaino
di colla da tappezziere in polvere a secco in una ciotola, quindi
aggiungere gradatamente l'acqua mescolando, fino a raggiungere una
consistenza ben amalgamata, non appiccicosa ed elastica. A questo punto,
servendovi di un piano di lavoro pulito, cominciare dalle forme piccole
(fiori, frutti, foglie) utilizzando gli utensili sopra descritti, e quelli
che vi suggerisce la fantasia, per creare effetti particolari. Per unire
più parti, inumidire le giunture e premerle leggermente tra loro.
Una volta
modellato il vostro oggetto, appoggiarlo sulla teglia da forno rivestita
di carta stagnola, e metterlo ad asciugare nel forno a max 50 gradi,
possibilmente (se il pezzo è di grandi dimensioni) con lo sportello
appena aperto. Non si tratta di una vera cottura infatti, la pasta salata
deve asciugare perfettamente a bassa temperatura, per questo, dopo la
parziale asciugatura del pezzo che poggia sulla teglia, conviene toglierlo
ed appoggiarlo sulla grata del forno (il forno ad aria ventilata si rivela
essere il più adatto allo scopo).
Dopo
l'asciugatura, l'oggetto è indurito e può essere colorato con colori a
tempera o acquarelli (vedi Teoria dei colori).
Una mano finale di vernice trasparente ed idrorepellente, lucida o
satinata che vogliate, è indispensabile. Poiché il sale contenuto nella
asta salata tende a trattenere molta umidità, vi consiglio di non
sistemare oggetti in pasta salata in luoghi umidi, e di spolverarli con un
panno asciutto.
SUGGERIMENTI
La pasta salata
è un materiale "povero", indicato anche per i bambini in età
prescolare nella versione neutra. Infatti, la pasta salata può anche
essere colorata già nell'impasto, con pigmenti naturali (pensate al
caffè d'orzo, allo zafferano, ai coloranti per alimenti che si trovano
nei supermercati...), oppure con un piccolo schizzo di tempera pura
(converrà correggere l'impasto con un'aggiunta di farina per ristabilire
la giusta consistenza).
L'effetto della
pasta salata colorata già nell'impasto risulterà più morbido e
naturale, rispetto alla coloritura a pezzo finito, anche se meno vivace.
Macinare molto
finemente il sale prima di utilizzarlo, permetterà di ottenere una pasta
dalla grana fine, indicata per quei lavori che richiedono particolari ben
definiti, come fiori elaborati o visi di bambole.
Conservate in
frigorifero la pasta non utilizzata, ma sappiate che questo ne altera un
pochino la composizione, rendendola più appiccicosa; è sempre meglio
preparare di volta in volta il quantitativo necessario.
Per effetti
particolari, provate questi suggerimenti:
-
effetto rete
-> premere la pasta salata con la grata di un colino o con del
tessuto a trama larga
-
effetto
capelli -> spremere una piccola quantità di pasta in uno
spremiaglio, ed unire i fili così ottenuti per esempio ad una testa,
o come criniera e coda di un cavallo
-
effetto
venature di foglia -> premere una vera foglia con un matterello,
dalla parte posteriore dove le venature sono in rilievo, su di un
pezzo di pasta salata
-
effetto
"buccia d'ananas" -> premere delicatamente una grattugia sulla pasta salata
effetto
frutta -> un chiodo di garofano spinto in una piccola sfera simula
la parte inferiore dei frutti come le mele e le pere, un pezzetto di
ramo infilato dall'altra parte simula il picciolo
effetto
rosa -> formare un rotolino di pasta cilindrico, da appiattire con
il matterello, quindi avvolgere la striscia ottenuta su sé stessa,
facendola rotolare cominciando da un'estremità
Una delle
composizioni tipiche di pasta salata è la ghirlanda, che si ottiene
modellando due o tre rotoli cilindrici da avvolgere uno attorno all'altro
o da intrecciare proprio come fosse una traccia. Poi si uniscono
l'estremità formando un cerchio, ed inumidendo le giuntura, che verrà
mascherata da piccoli fiori o frutti.
I piccoli
oggetti in pasta salata possono essere incollati ad altri supporti (per
esempio, coperchi di vasi per conserva, cornici, scatoline) utilizzando la
colla a caldo (disponibile in commercio in piccoli candelotti, da
"sparare" con l'apposita pistola che funziona a corrente
elettrica).
Un
ultimo accorgimento: lavorare a mani nude la pasta salata le rende
piuttosto aride (è l'effetto del sale). Tenete a disposizione una crema
nutriente per le mani, da spalmare generosamente dopo averle lavate
accuratamente ed asciugate a fine lavoro.
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Punto croce
Il
punto croce è una delle tecniche di ricamo che si presta a decorare
qualsiasi oggetto, vista la possibilità di ritagliare ed incollare la
tela su cui viene eseguito. Si tratta di un sistema di piccole croci
regolari, eseguite su tessuti dalla trama regolare che ne facilitano
l'esecuzione, con matassine di filati di vari colori.
Esistono
in commercio centinaia di bei testi che sono adatti anche ai principianti;
vi consiglio di acquistarne uno che mostri, con immagini chiare, la
tecnica di base per eseguire le crocette. Qui mi limiterò a dare qualche
informazione pratica.
MATERIALE
-
tela tipo
Aida a 10, 22 o 44 fori (venduta anche in rotoli di bordura con smerli
colorati, più sono i fori e più il ricamo verrà piccolo e
prezioso), o lino da ricamo, o addirittura iuta
-
matassine di
cotone Mouliné in vari colori
-
schemi con
spiegazioni (reperibili anche su riviste specializzate)
-
aghi da
ricamo (con punta stondata)
-
telai per le
creazioni più impegnative (si può comunque tenere la tela in mano
durante il lavoro)
SUGGERIMENTI
Un buon lavoro
di punto croce si vede, oltre che dal verso diritto, con punti regolari e
con l'incrocio sempre eseguito nello stesso verso (andata e ritorno),anche
dal rovescio; infatti, le persone più esperte riescono ad ottenere una
sequenza perfetta di piccoli tratti sul retro, senza fili penzolanti o
peggio nodi per fermare i fili.
E' un lavoro che
richiede pazienza e costanza; lavorare in un ambiente tranquillo e ben
illuminato è alla base della buona riuscita delle vostre opere.
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Decoupage
La tecnica del
decoupage (dal francese découper, che
significa ritagliare) consiste nel decorare oggetti con ritagli di
immagini da riviste, giornali, album. Quando dico genericamente
"oggetti", intendo una gamma vastissima, difatti si può
decorare con il decoupage legno, cartone, terracotta, metallo, plastica,
cera per candele, porcellana, vetro...
MATERIALE
-
riviste o
giornali con immagini da ritagliare (per i più raffinati esistono in
commercio carte da decoupage, con soggetti bel delineati e con la
giusta porosità; l'unico inconveniente è che sono abbastanza
costose)
-
forbici
-
cutter ben
affilato
-
cucchiaio in
plastica per dosare la colla
-
colla
vinilica (tipo Vinavil)
-
contenitore
per diluire la colla
-
pennello per
stendere la colla diluita
vernice
trasparente di finitura (tipo flatting) anche spray (esiste in
commercio della vernice a base d'acqua per decoupage, un po' costosa
ma atossica)
-
pennello per
vernice trasparente (non occorre se usate la vernice spray)
-
acquaragia
COME SI FA
Per le prime
volte, vi consiglio di usare oggetti da decorare in legno non verniciato o
cartone, più facili da gestire, per prendere confidenza con la tecnica.
La
fase di preparazione al decoupage comincia con la ricerca di belle
immagini da riviste, giornali e altro. Iniziate da soggetti non troppo
piccoli e dalle forme regolari.
Una
volta ottenuta una discreta quantità di piccoli ritagli, componeteli
sull'oggetto da decorare secondo il vostro gusto: potete anche sovrapporli
parzialmente, creando più movimento all'insieme. Quando raggiungete una
combinazione che vi soddisfa, siete pronti per incollare con la colla
vinilica le vostre figure al supporto.
Metodo
a pennello
Attenzione:
la colla va diluita in rapporto 1 a 5, cioè 1 cucchiaio di acqua e 5 di
colla circa, l'importante è che non sia né troppo densa né troppo
liquida.
Con
l'aiuto di un pennello, stendete la colla sul retro delle figure,
applicatele sul supporto, quindi stendete altra colla sulla parte davanti.
Questo isola la carta dalla successiva passata della vernice trasparente,
evitando che si inzuppi e si sporchi.
Attendere
2 o 3 ore per far asciugare la colla, quindi passare una prima mano di
flatting a pennello. Attendere che si asciughi (5 o 6 ore) e stendere
un'altra passata di vernice. Continuare così per altre 2 o anche 3 mani,
finché lo spessore dei ritagli non si sentirà più passando con un dito
sopra la superficie asciutta.
Pulite
sempre i pennelli dopo ogni mano.
Questo
metodo è il più usato perché si adatta a qualsiasi supporto e ritaglio,
anche se un po' lungo come tempi d'esecuzione.
Metodo
spray
Potete
acquistare della colla vinilica spray , del fissativo acrilico spray per
carboncino e della vernice spray trasparente, lucida o satinata.
Proteggete
il piano di lavoro (e le vostra mucose, quindi occhi e bocca) e spruzzate
la colla dietro i ritagli, che posizionerete poi sul supporto lisciandoli
con le mani, ma avendo cura di frapporre un foglio bianco tra le vostre
mani e i ritagli.
Spruzzate
il fissativo spray e attendete una ventina di minuti affinché asciughi.
Spruzzate
la vernice trasparente in più mani, attendendo circa 20 minuti tra una
mano e l'altra.
Questo
metodo è molto più veloce del metodo a pennello, ma più costoso e
pericoloso per la tossicità dei prodotti. Da eseguire solo in ambienti
aerati, o addirittura all'aperto, e proteggendo mani, bocca e occhi.
Metodo
misto
Potete
pensare di usare la colla spray per incollare e isolare le figure, e poi
la vernice trasparente a pennello per la finitura, oppure colla vinilica a
pennello e vernice spray.
SUGGERIMENTI
Personalmente
preferisco il metodo a pennello, soprattutto con vernice di finitura
speciale per decoupage, atossica e che non puzza.
Il
segreto per la riuscita perfetta dei vostri lavori risiede innanzitutto
nella qualità dei ritagli, che non devono presentare bordi frastagliati
ma netti. Provate mentre ritagliate a far ruotare la carta tra le mani,
per poter seguire meglio i contorni.
Forbici
affilate e di varie dimensioni vi saranno indispensabili per ogni tipo di
ritaglio.
E'
importante eseguire bene la fase di isolamento dei ritagli incollati sul
supporto, con la colla diluita, se non volete ritrovarvi i ritagli unti
della vernice che stenderete successivamente; non preoccupatevi, perché
la colla applicata sulle figure sembra bianca, ma una volta asciutta
diventa trasparente.
Mentre
con il metodo a pennello potete lasciar pasticciare anche i bambini oltre
gli 8 anni, non ve lo consiglio con il metodo spray... ma in realtà non
lo consiglio neanche a voi!
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Pittura su tessuto
Esistono
diversi modi di decorare il tessuto con la pittura.
Il
tessuto difatti può essere tinto con i colori appositi, venduti anche nei
supermercati più forniti, persino in lavatrice, senza che questo arrechi
danni alla vostra macchina.
Può
essere decorato con colori per stoffa in tubetto, che si spremono
direttamente e lasciano delle tracce in rilievo (perfetti per i tessuti di
cotone pesante e jeans).
Può
essere decorato con mascherine per lo stencil (vedi
l'argomento), utilizzando i colori a olio in pastello, che non vanno
nemmeno stirati a rovescio per essere fissati, ma vanno fatti asciugare
perfettamente.
Può
essere decorato con i pennarelli per stoffa, già pronti all'uso, facili
da usare (ma che tendono a scolorire).
Qui
però mi occuperò della pittura su stoffa con gli appositi colori in
vasetto, generalmente a base d'acqua.
MATERIALE
-
colori per
stoffa in varie tonalità (vedi Teoria dei
colori)
-
stoffa da
decorare
-
pennellini
di varie dimensioni e forme (a goccia o piatti)
-
matite per
disegnare la traccia del disegno
-
ferro da
stiro per fissare i colori a disegno asciutto
COME SI FA
Occorre
innanzitutto lavare il capo da dipingere, soprattutto se nuovo, per
eliminare tracce di appretto che non permetterebbero ai colori di fissarsi
correttamente.
Porre un pezzo
di cartone di recupero dietro la stoffa, per non sporcare il piano con il
colore che dovesse eventualmente trapassare la trama del tessuto.
Procedere con il
disegno a matita; per decorare stoffe bianche, come le T-shirt, potete
anche porre un'illustrazione da ricalcare al di sotto della stoffa. I
puristi del disegno inorridiranno, ma per tutti gli altri va bene così!
Procedere poi a
riempire le varie zone, dipingendo nel verso della scrittura per evitare
di strusciare sul colore già steso. Il colore va diluito poco con acqua,
anzi spesso è meglio non diluirlo per niente; si farà un po' di fatica a
stenderlo, ma non correrete il rischio di colore espanso a macchia,
soprattutto per trame leggere come il jersey di cotone.
In ultimo,
passate i contorni con un colore di una tonalità più scura della zona
interna, per dare maggior risalto al disegno (anche il nero va bene,
soprattutto se il vostro disegno è un personaggio dei fumetti).
Aspettate che il
tutto si asciughi, quindi stirate a rovescio con il ferro caldo (seguite
le istruzioni sempre presenti sui vasetti di colore).
SUGGERIMENTI
Una certa
abilità manuale sarebbe necessaria, ma ricordatevi che potete benissimo
servirvi di stampini (in spugna o fatti in casa, incidendo la pasta di una
patata divisa a metà) per decorazioni particolari. Poiché dipingere
piace molto anche ai bambini, potete lasciarli liberi di pasticciare con
vecchie magliette o canovacci. L'impronta delle loro manine è senz'altro
un ricordo piacevole da indossare.
Vi raccomando di
non lavare il capo finito e fissato con il ferro da stiro a più di 30 -
40 gradi in lavatrice, meglio ancora potreste lavarlo a mano, e stirate
sempre a rovescio.
Per decorare su
seta, richiedete i colori per questo particolare tessuto, che sono più
liquidi, brillanti e trasparenti. Avrete bisogno anche della cosiddetta
"glutta", un liquido in tubetti che assomiglia alla colla, per
delimitare i contorni delle zone da colorare. La glutta sparisce con il
primo lavaggio (delicato!). Stirate sempre a rovescio.
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Pittura su vetro
E'
una tecnica che permette di dipingere su supporti di vetro, come
bottiglie, finestre, specchi, imitando in qualche caso la legatura a
piombo delle vetrate (è proprio questo particolare effetto che vado a
spiegare).
MATERIALE
-
un
oggetto in vetro da decorare ben pulito (eliminate tracce di unto e
ditate con alcool)
-
colori
per il vetro
-
solvente
per colori a vetro: essenza di petrolio
-
stracci per pulire i pennelli
-
pennelli
di varie forme (a goccia o piatti) e dimensioni
-
pasta
per contorni per colori a vetro, detta anche "piombo
liquido" (è una speciale pasta in tubetti che secca restando in
rilievo)
-
fogli
di carta bianchi e matite per tracciare un disegno-guida
COME
SI FA
Illustrerò
in questa occasione una tecnica che utilizza il "piombo
liquido", materiale in pasta che si spreme direttamente dal beccuccio
del tubetto in cui è venduto, disponibile in tre colori: oro, argento e
nero.
Cominciare
con il tracciare un disegno semplice su un foglio di carta bianco, molto
stilizzato. Prendere una lastra di vetro (per iniziare è meglio infatti
adoperare una lastra liscia, piatta e di piccole dimensioni) ed
appoggiatela sul disegno. Ora, tagliate il beccuccio del tubetto del
"piombo liquido", e spremetelo lungo i contorni del disegno,
cercando di spremere sempre con la stessa intensità e con un tratto
continuo (provate prima in un angolo per capire come muovere la mano).
Lasciate
asciugare bene (leggete i tempi d'essiccazione sul tubetto), quindi
passate a riempire gli spazi creati con i colori per il vetro,
eventualmente schiariti con il solvente (vedi Teoria
dei colori), con movimento dal centro verso i bordi.
Lasciate
asciugare il pezzo, ed appendetelo incollando (con colla per vetro) un
gancio per quadri sul retro.
SUGGERIMENTI
La
maggiore difficoltà sta nel movimento della mano quando si utilizza il
"piombo liquido". Vi accorgerete infatti che spremendo troppo il
tubetto si formano tratti più grossi, che potrebbero stonare con il
resto, oppure con un tratto troppo veloce rischiate di spezzettare la
linea, che invece dev'essere continua. Un po' di pratica e troverete la
giusta via.
Cercate
comunque di lavorare in un ambiente pulito, e su supporti senza tracce di
grasso (anche le dita più pulite lasciano ombre di unto!). Anche i
pennelli devono essere di ottima qualità, per non lasciare pelucchi visibili anche ad occhio nudo, una volta imprigionati nel
colore asciutto.
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Pirografia
Il
pirografo è un attrezzo venduto nei colorifici che funziona a corrente
elettrica, composto da un'impugnatura in plastica isolante e da un corpo
in metallo, con punte di varie forme intercambiabili. Collegandolo alla
presa elettrica, la punta si surriscalda, e passata su un supporto in
legno (preferibilmente non trattato, quindi grezzo) lascia delle
bruciature incise. Pensandolo come una penna, si riescono ad immaginare le
sue possibilità di utilizzo: con tratti continui come per la scrittura si
possono incidere su legno delle scritte, con piccoli tratti simili a
puntini si possono riempire spazi anche estesi. L'effetto finale sarà
un'alternarsi di spazi pieni e vuoti (negativo - positivo), del bel colore
caldo del legno chiaro in contrasto con il marrone scuro delle bruciature.
MATERIALE
-
un pirografo
-
un supporto
da decorare (cominceremo magari da un piccolo tagliere per cucina)
-
un soggetto
in bianco e nero, meglio se stilizzato
-
matite per
riportare il soggetto sul supporto
COME SI FA
Occorre lavorare
lontano dai bambini piccoli e/o animali; la punta del pirografo si
surriscalda parecchio e può bruciare fortemente la pelle, anche la
vostra, quindi attenzione!
Per prima cosa,
occorre disegnare con la matita una traccia sul supporto in legno scelto,
da seguire poi con il pirografo. E' importante premere con il pirografo
con la stessa intensità lungo tutto il disegno; soffermarsi troppo in una
zona causerebbe una bruciatura più scura e potrebbe stonare con il resto.
Potrebbe comunque essere un effetto voluto, creare zone più scure per
tonalità diverse. Tenete sempre presente che più lasciate appoggiata la
punta del pirografo sul legno, più questo brucia e scurisce. Non occorre
invece premere: basta appoggiare la punta sul legno per più o meno tempo.
Continuare così
fino al termine del lavoro.
SUGGERIMENTI
Provate prima su
un pezzo di legno di scarto, per prendere confidenza con l'attrezzo: la
sua impugnatura differisce da quella di una normale penna, poiché non si
deve afferrarlo vicino alla punta (scotta!) ma più indietro. Questo dà
meno controllo, e maggiori rischi di imperfezioni. Se doveste comunque
sbavare con uno sbaffo di bruciatura oltre i contorni, potete provare a
rimediare con della carta vetrata di grana molto fine, passata
delicatamente sull'errore.
Provate diverse
tecniche: tanti puntini ravvicinati, trattini più larghi tra loro,
maggiore o minore tempo di bruciatura, punte dalla forma diversa (in
genere fornite con l'attrezzo). Presto troverete che non è poi così
difficile come sembra, occorre forse una certa dose di sicurezza, perché
quando la punta si appoggia brucia, ed è difficile (ma non impossibile)
rimediare.
Lavorare con il
legno bruciato sviluppa un discreto odore, che può anche sembrare
piacevole, ma a lungo andare può risultare fastidioso (a me per esempio
fa venire mal di testa): aerate spesso il locale di lavoro, o meglio
lavorate in un ambiente ventilato.
Nelle pause di
lavoro dovrete appoggiare il pirografo sull'apposito attrezzo di metallo,
in genere fornito nella confezione, che tiene sollevata la punta dal piano
di lavoro. Ricordatevi di mettercelo anche dopo aver finito per lasciarlo
raffreddare, prima di riporlo nella sua scatola, e di non tenere in giro
materiale infiammabile (nemmeno carta o stoffa).
Se
disgraziatamente vi foste bruciati un dito con la punta incandescente,
passate subito un cubetto di ghiaccio sulla parte, oppure fateci scorrere
dell'acqua corrente fredda. Ha un effetto lenitivo immediato, e la pelle
si gonfierà meno. Comunque non preoccupatevi, sono certa che il vostro
buon senso vi suggerirà tutte le precauzioni del caso per evitare
fastidi!
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