Benvenuti nel sito di Roberta dedicato agli hobby creativi

 

Alcune tecniche

 

 

 

 

Ho scritto qui alcuni consigli che spero aiutino soprattutto i neofiti a muovere i primi passi in varie tecniche decorative: se avete dubbi, domande, o volete a vostra volta contribuire con precisazioni o nuove tecniche da pubblicare, contattatemi! 

 

Premessa: tutto o quasi il materiale descritto viene venduto nei colorifici o nei negozi di Belle Arti. Se non doveste riuscire a trovare qualcosa, scrivetemi e vi consiglierò (solo per coloro che abitano a  Milano e dintorni)

 

> Cernit <

> Decopatch <

> Decoupage <

> Decoupage 3D <

> Pasta salata <

> Pittura su tessuto <

> Pittura su vetro <

> Punto croce <

> Pirografia <

> Stencil <

> Teoria dei colori <

 

> Decopatch <

Questa tecnica si ispira al classico decoupage, ma riproposto in maniera assai più semplice ed abbordabile. E' anche piuttosto divertente, e può essere proposto a bambini dagli 8 anni in su (bardateli però con guanti di plastica e grembiuli, la colla usata sporca parecchio!).

 

COSA OCCORRE

colla - vernice Decopatch (disponibile in diversi formati)

carta Decopatch (assomiglia alla carta velina, ma è molto più resistente)

pennello a punta piatta

guanti, grembiule e giornali vecchi per non sporcare

l'oggetto da rivestire (che può essere di legno, metallo, plastica...)

 

COME SI FA

Avete notato che non ho parlato di forbici? Infatti non si usano! Si strappano i lembi di carta con le mani, si passa uno strato di colla-vernice sull'oggetto, si appoggia il pezzo di carta strappato e lo si ripassa con la colla-vernice in modo da farlo aderire bene alla superficie. Si continua così, sovrapponendo leggermente i pezzi di carta tra loro, fino a completare tutto il rivestimento. Finito! L'effetto finale è davvero bello, se si desidera una volta asciutto l'oggetto si può ripassare con una mano di vernice trasparente, ma è facoltativo.

 

SUGGERIMENTI

Ve l'ho già detto che la vernice sporca da matti? Ve lo ridico! Anche se è a base d'acqua, se malauguratamente vi sporcate l'abito sarà difficile riuscire a recuperarlo!

Non strappate pezzi di carta troppo grossi, altrimenti rischiate di incollarli male al supporto, e di creare brutte bolle d'aria o pieghe. Pezzi piccoli poi sono necessari per le parti tonde o con angoli dell'oggetto da decorare.

Il colore di fondo dell'oggetto è basilare per la buona riuscita del decoro: un colore scuro non farebbe risaltare i bellissimi disegni (e ce ne sono davvero tanti) della carta, che una volta applicata risulta comunque leggermente trasparente. Come base è meglio il colore naturale del legno o un colore chiaro uniforme, eventualmente dipingete l'oggetto con colori acrilici prima di procedere.

Un sito dove trovate ulteriori informazioni, idee di decoro ed immagini chiare di spiegazione della tecnica è il seguente: http://www.decopatch.com/

 

> Stencil <

E' una tecnica di decorazione per pareti e per oggetti, di origine inglese, che utilizza mascherine in acetato o materiale plastico, in modo da ripetere un soggetto in maniera regolare.

 

COSA OCCORRE

Per iniziare a decorare una parete con la tecnica dello stencil, occorrono:

colori acrilici in varie tonalità, che non vanno diluiti con acqua ma utilizzati puri in piccole quantità (vedi Teoria dei colori)

pennelli da stencil a setole corte e rigide

mascherine in acetato o carta di Manila con il soggetto prescelto

piattini di carta

fogli di carta puliti

spugne inumidite per ripulire le mascherine

scotch di carta per fissare al muro le mascherine

stracci per ripulire i pennelli

 

COME SI FA

applicare la mascherina nella posizione desiderata con qualche pezzetto di scotch di carta

versare una piccola quantità di colore acrilico della tinta desiderata in un piattino (si comincia dai colori chiari)

con il pennello da stencil, picchiettare sul colore preparato ed effettuare dei movimenti rotatori decisi su un foglio di carta pulito, per togliere l'eccesso di colore e per prendere la mano sul movimento tipico dello stencil - il pennello deve rimanere perpendicolare alla superficie

con lo stesso movimento, cominciare a dipingere sul muro all'interno degli spazi pretagliati della mascherina, partendo dall'esterno verso l'interno del soggetto

continuare per tutte le parti di quel colore prima di passare ad altra tonalità (con due o tre pennelli non avrete bisogno di pulirli in continuazione)

terminato di applicare il colore sul primo soggetto, staccare delicatamente la mascherina dal muro, passarvi la spugna inumidita per ripulirla, ed applicarla nella nuova posizione

continuare a piacere fino al termine della serie

 

SUGGERIMENTI

Il segreto è prendere confidenza con il movimento rotatorio da imprimere al pennello; con un po' d'esperienza, imparerete ad ottenere sfumature che diano l'impressione del volume dei soggetti dipinti. Non dimenticate inoltre di mantenere pulita la zona di lavoro, attrezzi compresi: gli sbaffi di colore sul muro si possono togliere con una spugnetta inumidita, ma inevitabilmente asporterete anche un po' del colore di fondo della parete, quindi fate attenzione!

Una volta diventati abili, è possibile costruirsi le proprie mascherine intagliando soggetti in un foglio di acetato con un cutter affilato, avendo l'accortezza di lasciare, tra una zona e l'altra da riempire di colore, dei "ponti" per tenere unite le parti.

 

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> Decoupage 3D <

Ho provato questa variante del decoupage tradizionale e vi propongo la MIA tecnica (infatti ci sono diversi modi di intenderla, che prevedono anche l'utilizzo di silicone o gomme particolari).

 

MATERIALE

carta da decoupage molto sottile, meglio i tovaglioli che useremo nel solo velo superiore (quello decorato)

colla per tovaglioli

vernice di finitura da decoupage

forbici e taglierino

pasta per modellare di tipo SOFT (è bianca e soffice, va lavorata pochissimo)

mattarellino o bicchiere di plastica per stendere la pasta

tempere o acquerelli

pennelli

spatolina

 

COME SI FA

stendere un po' di pasta da modellare su un piano da cui sia poi facile staccarla, in uno spessore di circa 3/4 millimetri (più è sottile più si "imbarca" quando asciuga)

spargere un po' di colla da tovagliolo sulla pasta stesa

applicare i ritagli di tovagliolo con i motivi scelti (ritagliati lasciando un bordo oltre il disegno, verranno rifiniti dopo), aiutandosi con il pennello per far aderire bene il motivo sulla pasta

ricoprire con un velo di colla tutto il motivo

lasciare asciugare un poco (i caloriferi sono l'ideale)

staccare delicatamente la pasta dal supporto con la spatolina, e modellarla con le mani o con piccoli attrezzi non appuntiti a seconda del motivo scelto (se, per esempio, si scelgono foglie, premere con una stecca lungo la venatura centrale e lungo le venature oblique, alzando i margini in qualche punto)

lasciare asciugare completamente

ritagliare lungo i bordi de motivo con le forbici e il taglierino

passare un velo di colore lungo i bordi rimasti bianchi del motivo, per dare più verosimiglianza (per le foglie va bene una tonalità verde scuro, per altri motivi basatevi sul colore principale, meglio comunque se scuro)

lasciare asciugare

verniciare con la vernice di finitura de decoupage

lasciare asciugare

incollare i motivi con colla di tipo epossidico (ad esempio Attak) sull'oggetto da decorare

 

SUGGERIMENTI

Fate delle prove con motivi semplici per prendere la mano su come "muoverli" per dare loro l'effetto 3D. Carte più pesanti del tovagliolo possono formare grinze, anche belle se l'oggetto deve avere un aspetto "vissuto" e se dosate con cura.

La pasta da modellare la trovate in commercio nei negozi di hobbystica; io personalmente la ordino via Internet dal catalogo www.opitec.it .

 

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> Teoria dei colori <

Non occorre acquistare kit completi (e costosissimi) di colori, a tempera, ad olio o acrilici che siano. Vi basti sapere che si possono ottenere infinite sfumature con questi tre colori di base, detti colori PRIMARI:  

 

ROSSO MAGENTA

BLU DI PRUSSIA

GIALLO CADMIO

 

Più, per schiarire e scurire, il bianco e il nero. Attenzione però: poiché il nero contiene in realtà tutti e tre i colori primari, se mescolato ad altre tinte tende ad accentuare il colore primario presente nella tinta da scurire. Vale a dire, giallo + nero = verde, rosso + nero = marrone. Il bianco invece tende ad opacizzare le tinte; meglio utilizzare il giallo, ma solo nei casi in cui il colore da schiarire non ne contenga già in abbondanza.

Mescolando tra loro i colori primari, si ottengono i colori SECONDARI, e cioè:

 

ROSSO + BLU = VIOLA

ROSSO + GIALLO = ARANCIONE 

BLU + GIALLO = VERDE

 

I cosiddetti colori COMPLEMENTARI sono quelle coppie di colori formate da un colore SECONDARIO + il colore che rimane dei PRIMARI:

 

VIOLA (ROSSO + BLU) -> colore complementare GIALLO

ARANCIONE (ROSSO + GIALLO) -> colore complementare BLU

VERDE (BLU + GIALLO) -> colore complementare ROSSO

 

Consiglio: il color carne invece si ottiene miscelando rosso, nero e giallo, più un tocco di bianco. Poiché è un colore abbastanza difficile da azzeccare, è consigliabile comprarlo già in tubetto.

L'occhio umano tende a compensare la presenza di colori nell'ambiente che lo circonda, cioè  per esempio in un ambiente con troppo rosso ricerca il verde che ne è il colore complementare: per creare quindi ambienti in armonia cromatica occorre tenerne conto.

 

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> Cernit <

E' il nome di una pasta da modellare a base plastica (PVC), simile al Pongo ma che indurisce con la cottura con cui assume un aspetto ceramico, dai colori brillanti e vividi che si mantengono nel tempo. E' disponibile in panetti di vari colori mescolabili tra loro (vedi Teoria dei colori). Una volta indurito, si può verniciare, ritagliare, limare, incollare ad altri pezzi.

 

COME SI FA

Conviene iniziare da forme semplici e piccole, tipo frutti o fiori:

 

togliere il panetto dall'involucro e prelevarne un piccolo pezzo

scaldare il pezzo di Cernit tra le mani per qualche momento, per aumentare la malleabilità

dare la forma desiderata, servendosi anche di piccoli utensili come stuzzicadenti, matterelli per ravioli, stecche per la creta, stampini da biscotti 

per aggiungere un pezzetto di altro colore a quanto già creato, scaldare leggermente le parti da unire con le dita e premerle insieme, passando poi con le dita sulle giunture in modo da farle aderire bene

disporre l'oggetto su della carta da forno o direttamente sulla teglia da forno, e cuocere a circa 100 - 120 gradi per alcuni minuti

lasciare raffreddare a temperatura ambiente

verniciare eventualmente con una mano di vernice a spruzzo lucida o satinata

 

SUGGERIMENTI

Il Cernit è facile e divertente, ma non è atossico come la pasta salata, quindi non fatelo utilizzare ai bambini piccoli. In compenso, le vostre creazioni non rischieranno di sfaldarsi col tempo, ma dureranno inalterate per lunghissimo tempo...

 

EFFETTI DI COLORE: i colori tendono a scurire con la cottura, quindi tenetene conto quando create sfumature. Mescolando colori anche contrastanti tra loro in maniera parziale e non omogenea, si ottengono striature marmoree di bell'effetto. E' possibile anche sfumare due o più colori, con una tecnica che descrive molto bene Sue Heaser nel suo libro "Come modellare e lavorare il Cernit".

 

CONSIGLI VARI: nel Cernit lavorato con le mani rimangono le impronte digitali in lievissimo rilievo. Se non desiderate che la cosa accada, dopo aver dato la forma al vostro pezzetto di Cernit, passatelo con un dito inumidito in un po' d'acqua, e cercate di lisciare così la superficie.

Tenete comunque conto che questo materiale, una volta cotto, si può tagliare e limare, e questo può tornare utile per rimediare a qualche piccolo disastro.

I piccoli oggetti in Cernit possono essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per conserva, cornici, scatoline) utilizzando una colla tipo Attak o una colla epossidica a due componenti, da preparare al momento in piccole quantità.

 

FINITURA: ovviamente dipende dall'oggetto, ma all'occorrenza il Cernit può essere scartavetrato con una carta vetrata a grana fine, bagnandola mentre si procede per non far aderire la polvere, prodotta dallo sfregamento, alla carta vetrata, che perderebbe così efficacia.

L'ultimo passaggio può essere la lucidatura, ottenuta sfregando il pezzo finito e scartavetrato con un panno morbido (insistendo molto) o con una vernice trasparente e lucida all'acqua (quelle a base di solventi non vanno bene, perché non si asciugano mai del tutto sul Cernit restando oleose). 

 

COTTURA: fate delle prove con palline di Cernit di varie dimensioni, se non siete sicuri delle prestazioni del vostro forno. Pezzi piccoli richiedono pochi minuti di cottura, pezzi grandi qualche minuto in più, ma non esagerate né con la temperatura né con il tempo di permanenza nel forno: correte il rischio di rigonfiamenti o spaccature. Ricorrete al trucco della pallina di stagnola come anima di una pallina di Cernit di grandi dimensioni: alleggerirete il vostro lavoro e cuocerà in minor tempo.

 

CONSERVAZIONE: il Cernit non utilizzato si conserva a temperatura ambiente o in frigorifero, meglio se in una scatola di latta (alcuni tipi di plastica infatti possono "legarsi" con la componente plastica del Cernit, rovinandolo).

Non teme l'acqua e l'oggetto finito può essere pulito con un panno umido.

 

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> Pasta salata <

La pasta salata ha avuto un grande boom negli ultimi anni, rivelandosi uno dei passatempi preferiti per facilità d'esecuzione, reperibilità dell'occorrente e, perché no, per economicità. Si tratta di un miscuglio di sale, farina e acqua, che crea una sostanza modellabile da far asciugare in un forno.

 

COSA OCCORRE

una tazza di farina tipo "0"

una tazza di sale fino

mezza tazza di acqua a temperatura ambiente (utilizzando la stessa tazza per le dosi di farina, sale e acqua)

colla in polvere da tappezziere per rendere più duraturo l'oggetto da creare (facoltativo)

forme per biscotti, stuzzicadenti, stecche per la creta, coltellini, colini, spremi-aglio per effetti particolari (descritti oltre)

ciotola d'acqua pulita per inumidire i vari pezzi da assemblare

vernice idrorepellente per finitura finale

 

COME SI FA

Innanzitutto occorre mescolare la farina, il sale fino ed eventualmente un cucchiaino di colla da tappezziere in polvere a secco in una ciotola, quindi aggiungere gradatamente l'acqua mescolando, fino a raggiungere una consistenza ben amalgamata, non appiccicosa ed elastica. A questo punto, servendovi di un piano di lavoro pulito, cominciare dalle forme piccole (fiori, frutti, foglie) utilizzando gli utensili sopra descritti, e quelli che vi suggerisce la fantasia, per creare effetti particolari. Per unire più parti, inumidire le giunture e premerle leggermente tra loro.

Una volta modellato il vostro oggetto, appoggiarlo sulla teglia da forno rivestita di carta stagnola, e metterlo ad asciugare nel forno a max 50 gradi, possibilmente (se il pezzo è di grandi dimensioni) con lo sportello appena aperto. Non si tratta di una vera cottura infatti, la pasta salata deve asciugare perfettamente a bassa temperatura, per questo, dopo la parziale asciugatura del pezzo che poggia sulla teglia, conviene toglierlo ed appoggiarlo sulla grata del forno (il forno ad aria ventilata si rivela essere il più adatto allo scopo).

Dopo l'asciugatura, l'oggetto è indurito e può essere colorato con colori a tempera o acquarelli (vedi Teoria dei colori). Una mano finale di vernice trasparente ed idrorepellente, lucida o satinata che vogliate, è indispensabile. Poiché il sale contenuto nella asta salata tende a trattenere molta umidità, vi consiglio di non sistemare oggetti in pasta salata in luoghi umidi, e di spolverarli con un panno asciutto.

 

SUGGERIMENTI

La pasta salata è un materiale "povero", indicato anche per i bambini in età prescolare nella versione neutra. Infatti, la pasta salata può anche essere colorata già nell'impasto, con pigmenti naturali (pensate al caffè d'orzo, allo zafferano, ai coloranti per alimenti che si trovano nei supermercati...), oppure con un piccolo schizzo di tempera pura (converrà correggere l'impasto con un'aggiunta di farina per ristabilire la giusta consistenza).

L'effetto della pasta salata colorata già nell'impasto risulterà più morbido e naturale, rispetto alla coloritura a pezzo finito, anche se meno vivace.

Macinare molto finemente il sale prima di utilizzarlo, permetterà di ottenere una pasta dalla grana fine, indicata per quei lavori che richiedono particolari ben definiti, come fiori elaborati o visi di bambole.

Conservate in frigorifero la pasta non utilizzata, ma sappiate che questo ne altera un pochino la composizione, rendendola più appiccicosa; è sempre meglio preparare di volta in volta il quantitativo necessario. 

 

Per effetti particolari, provate questi suggerimenti:

effetto rete -> premere la pasta salata con la grata di un colino o con del tessuto a trama larga

effetto capelli -> spremere una piccola quantità di pasta in uno spremiaglio, ed unire i fili così ottenuti per esempio ad una testa, o come criniera e coda di un cavallo

effetto venature di foglia -> premere una vera foglia con un matterello, dalla parte posteriore dove le venature sono in rilievo, su di un pezzo di pasta salata

effetto "buccia d'ananas" -> premere delicatamente una grattugia sulla pasta salata

effetto frutta -> un chiodo di garofano spinto in una piccola sfera simula la parte inferiore dei frutti come le mele e le pere, un pezzetto di ramo infilato dall'altra parte simula il picciolo

effetto rosa -> formare un rotolino di pasta cilindrico, da appiattire con il matterello, quindi avvolgere la striscia ottenuta su sé stessa, facendola rotolare cominciando da un'estremità

 

Una delle composizioni tipiche di pasta salata è la ghirlanda, che si ottiene modellando due o tre rotoli cilindrici da avvolgere uno attorno all'altro o da intrecciare proprio come fosse una traccia. Poi si uniscono l'estremità formando un cerchio, ed inumidendo le giuntura, che verrà mascherata da piccoli fiori o frutti.

I piccoli oggetti in pasta salata possono essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per conserva, cornici, scatoline) utilizzando la colla a caldo (disponibile in commercio in piccoli candelotti, da "sparare" con l'apposita pistola che funziona a corrente elettrica).

Un ultimo accorgimento: lavorare a mani nude la pasta salata le rende piuttosto aride (è l'effetto del sale). Tenete a disposizione una crema nutriente per le mani, da spalmare generosamente dopo averle lavate accuratamente ed asciugate a fine lavoro.

 

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> Punto croce <

Il punto croce è una delle tecniche di ricamo che si presta a decorare qualsiasi oggetto, vista la possibilità di ritagliare ed incollare la tela su cui viene eseguito. Si tratta di un sistema di piccole croci regolari, eseguite su tessuti dalla trama regolare che ne facilitano l'esecuzione, con matassine di filati di vari colori.

Esistono in commercio centinaia di bei testi che sono adatti anche ai principianti; vi consiglio di acquistarne uno che mostri, con immagini chiare, la tecnica di base per eseguire le crocette. Qui mi limiterò a dare qualche informazione pratica.

 

COSA OCCORRE

tela tipo Aida a 10, 22 o 44 fori (venduta anche in rotoli di bordura con smerli colorati, più sono i fori e più il ricamo verrà piccolo e prezioso), o lino da ricamo, o addirittura iuta

matassine di cotone Mouliné in vari colori

schemi con spiegazioni (reperibili anche su riviste specializzate)

aghi da ricamo (con punta stondata)

telai per le creazioni più impegnative (si può comunque tenere la tela in mano durante il lavoro)

 

SUGGERIMENTI

Un buon lavoro di punto croce si vede, oltre che dal verso diritto, con punti regolari e con l'incrocio sempre eseguito nello stesso verso (andata e ritorno),anche dal rovescio; infatti, le persone più esperte riescono ad ottenere una sequenza perfetta di piccoli tratti sul retro, senza fili penzolanti o peggio nodi per fermare i fili.

E' un lavoro che richiede pazienza e costanza; lavorare in un ambiente tranquillo e ben illuminato è alla base della buona riuscita delle vostre opere.

 

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> Decoupage <

La tecnica del decoupage (dal francese découper, che significa ritagliare) consiste nel decorare oggetti con ritagli di immagini da riviste, giornali, album. Quando dico genericamente "oggetti", intendo una gamma vastissima, difatti si può decorare con il decoupage legno, cartone, terracotta, metallo, plastica, cera per candele, porcellana, vetro...

 

COSA OCCORRE

riviste o giornali con immagini da ritagliare (per i più raffinati esistono in commercio carte da decoupage, con soggetti bel delineati e con la giusta porosità; l'unico inconveniente è che sono abbastanza costose)

forbici

cutter ben affilato

cucchiaio in plastica per dosare la colla

colla vinilica (tipo Vinavil)

contenitore per diluire la colla

pennello per stendere la colla diluita

vernice trasparente di finitura (tipo flatting) anche spray (esiste in commercio della vernice a base d'acqua per decoupage, un po' costosa ma atossica)

pennello per vernice trasparente (non occorre se usate la vernice spray)

acquaragia

 

COME SI FA

Per le prime volte, vi consiglio di usare oggetti da decorare in legno non verniciato o cartone, più facili da gestire, per prendere confidenza con la tecnica.

La fase di preparazione al decoupage comincia con la ricerca di belle immagini da riviste, giornali e altro. Iniziate da soggetti non troppo piccoli e dalle forme regolari.

Una volta ottenuta una discreta quantità di piccoli ritagli, componeteli sull'oggetto da decorare secondo il vostro gusto: potete anche sovrapporli parzialmente, creando più movimento all'insieme. Quando raggiungete una combinazione che vi soddisfa, siete pronti per incollare con la colla vinilica le vostre figure al supporto.

 

Metodo a pennello

Attenzione: la colla va diluita in rapporto 1 a 5, cioè 1 cucchiaio di acqua e 5 di colla circa, l'importante è che non sia né troppo densa né troppo liquida.

Con l'aiuto di un pennello, stendete la colla sul retro delle figure, applicatele sul supporto, quindi stendete altra colla sulla parte davanti. Questo isola la carta dalla successiva passata della vernice trasparente, evitando che si inzuppi e si sporchi.

Attendere 2 o 3 ore per far asciugare la colla, quindi passare una prima mano di flatting a pennello. Attendere che si asciughi (5 o 6 ore) e stendere un'altra passata di vernice. Continuare così per altre 2 o anche 3 mani, finché lo spessore dei ritagli non si sentirà più passando con un dito sopra la superficie asciutta.

Pulite sempre i pennelli dopo ogni mano.

Questo metodo è il più usato perché si adatta a qualsiasi supporto e ritaglio, anche se un po' lungo come tempi d'esecuzione.

 

Metodo spray

Potete acquistare della colla vinilica spray , del fissativo acrilico spray per carboncino e della vernice spray trasparente, lucida o satinata.

Proteggete il piano di lavoro (e le vostra mucose, quindi occhi e bocca) e spruzzate la colla dietro i ritagli, che posizionerete poi sul supporto lisciandoli con le mani, ma avendo cura di frapporre un foglio bianco tra le vostre mani e i ritagli.

Spruzzate il fissativo spray e attendete una ventina di minuti affinché asciughi.

Spruzzate la vernice trasparente in più mani, attendendo circa 20 minuti tra una mano e l'altra.

Questo metodo è molto più veloce del metodo a pennello, ma più costoso e pericoloso per la tossicità dei prodotti. Da eseguire solo in ambienti aerati, o addirittura all'aperto, e proteggendo mani, bocca e occhi.

 

Metodo misto

Potete pensare di usare la colla spray per incollare e isolare le figure, e poi la vernice trasparente a pennello per la finitura, oppure colla vinilica a pennello e vernice spray.

 

 SUGGERIMENTI

Personalmente preferisco il metodo a pennello, soprattutto con vernice di finitura speciale per decoupage, atossica e che non puzza. 

Il segreto per la riuscita perfetta dei vostri lavori risiede innanzitutto nella qualità dei ritagli, che non devono presentare bordi frastagliati ma netti. Provate mentre ritagliate a far ruotare la carta tra le mani, per poter seguire meglio i contorni.

Forbici affilate e di varie dimensioni vi saranno indispensabili per ogni tipo di ritaglio.

E' importante eseguire bene la fase di isolamento dei ritagli incollati sul supporto, con la colla diluita, se non volete ritrovarvi i ritagli unti della vernice che stenderete successivamente; non preoccupatevi, perché la colla applicata sulle figure sembra bianca, ma una volta asciutta diventa trasparente.

Mentre con il metodo a pennello potete lasciar pasticciare anche i bambini oltre gli 8 anni, non ve lo consiglio con il metodo spray... ma in realtà non lo consiglio neanche a voi!

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> Pittura su tessuto <

Esistono diversi modi di decorare il tessuto con la pittura.

Il tessuto difatti può essere tinto con i colori appositi, venduti anche nei supermercati più forniti, persino in lavatrice, senza che questo arrechi danni alla vostra macchina.

Può essere decorato con colori per stoffa in tubetto, che si spremono direttamente e lasciano delle tracce in rilievo (perfetti per i tessuti di cotone pesante e jeans).

Può essere decorato con mascherine per lo stencil (vedi l'argomento), utilizzando i colori a olio in pastello, che non vanno nemmeno stirati a rovescio per essere fissati, ma vanno fatti asciugare perfettamente.

Può essere decorato con i pennarelli per stoffa, già pronti all'uso, facili da usare (ma che tendono a scolorire).

Qui però mi occuperò della pittura su stoffa con gli appositi colori in vasetto, generalmente a base d'acqua.

 

COSA OCCORRE

colori per stoffa in varie tonalità (vedi Teoria dei colori)

stoffa da decorare

pennellini di varie dimensioni e forme (a goccia o piatti)

matite per disegnare la traccia del disegno

ferro da stiro per fissare i colori a disegno asciutto

 

COME SI FA

Occorre innanzitutto lavare il capo da dipingere, soprattutto se nuovo, per eliminare tracce di appretto che non permetterebbero ai colori di fissarsi correttamente.

Porre un pezzo di cartone di recupero dietro la stoffa, per non sporcare il piano con il colore che dovesse eventualmente trapassare la trama del tessuto.

Procedere con il disegno a matita; per decorare stoffe bianche, come le T-shirt, potete anche porre un'illustrazione da ricalcare al di sotto della stoffa. I puristi del disegno inorridiranno, ma per tutti gli altri va bene così!

Procedere poi a riempire le varie zone, dipingendo nel verso della scrittura per evitare di strusciare sul colore già steso. Il colore va diluito poco con acqua, anzi spesso è meglio non diluirlo per niente; si farà un po' di fatica a stenderlo, ma non correrete il rischio di colore espanso a macchia, soprattutto per trame leggere come il jersey di cotone.

In ultimo, passate i contorni con un colore di una tonalità più scura della zona interna, per dare maggior risalto al disegno (anche il nero va bene, soprattutto se il vostro disegno è un personaggio dei fumetti).

Aspettate che il tutto si asciughi, quindi stirate a rovescio con il ferro caldo (seguite le istruzioni sempre presenti sui vasetti di colore).

 

SUGGERIMENTI

Una certa abilità manuale sarebbe necessaria, ma ricordatevi che potete benissimo servirvi di stampini (in spugna o fatti in casa, incidendo la pasta di una patata divisa a metà) per decorazioni particolari. Poiché dipingere piace molto anche ai bambini, potete lasciarli liberi di pasticciare con vecchie magliette o canovacci. L'impronta delle loro manine è senz'altro un ricordo piacevole da indossare.

Vi raccomando di non lavare il capo finito e fissato con il ferro da stiro a più di 30 - 40 gradi in lavatrice, meglio ancora potreste lavarlo a mano, e stirate sempre a rovescio.

Per decorare su seta, richiedete i colori per questo particolare tessuto, che sono più liquidi, brillanti e trasparenti. Avrete bisogno anche della cosiddetta "glutta", un liquido in tubetti che assomiglia alla colla, per delimitare i contorni delle zone da colorare. La glutta sparisce con il primo lavaggio (delicato!). Stirate sempre a rovescio.

 

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> Pittura su vetro <

E' una tecnica che permette di dipingere su supporti di vetro, come bottiglie, finestre, specchi, imitando in qualche caso la legatura a piombo delle vetrate (è proprio questo particolare effetto che vado a spiegare).

 

COSA OCCORRE

un oggetto in vetro da decorare ben pulito (eliminate tracce di unto e ditate con alcool)

colori per il vetro

solvente per colori a vetro: essenza di petrolio

stracci per pulire i pennelli

pennelli di varie forme (a goccia o piatti) e dimensioni

pasta per contorni per colori a vetro, detta anche "piombo liquido" (è una speciale pasta in tubetti che secca restando in rilievo)

fogli di carta bianchi e matite per tracciare un disegno-guida

 

COME SI FA

Illustrerò in questa occasione una tecnica che utilizza il "piombo liquido", materiale in pasta che si spreme direttamente dal beccuccio del tubetto in cui è venduto, disponibile in tre colori: oro, argento e nero.

Cominciare con il tracciare un disegno semplice su un foglio di carta bianco, molto stilizzato. Prendere una lastra di vetro (per iniziare è meglio infatti adoperare una lastra liscia, piatta e di piccole dimensioni) ed appoggiatela sul disegno. Ora, tagliate il beccuccio del tubetto del "piombo liquido", e spremetelo lungo i contorni del disegno, cercando di spremere sempre con la stessa intensità e con un tratto continuo (provate prima in un angolo per capire come muovere la mano).

Lasciate asciugare bene (leggete i tempi d'essiccazione sul tubetto), quindi passate a riempire gli spazi creati con i colori per il vetro, eventualmente schiariti con il solvente (vedi Teoria dei colori), con movimento dal centro verso i bordi.

Lasciate asciugare il pezzo, ed appendetelo incollando (con colla per vetro) un gancio per quadri sul retro.

 

SUGGERIMENTI

La maggiore difficoltà sta nel movimento della mano quando si utilizza il "piombo liquido". Vi accorgerete infatti che spremendo troppo il tubetto si formano tratti più grossi, che potrebbero stonare con il resto, oppure con un tratto troppo veloce rischiate di spezzettare la linea, che invece dev'essere continua. Un po' di pratica e troverete la giusta via.

Cercate comunque di lavorare in un ambiente pulito, e su supporti senza tracce di grasso (anche le dita più pulite lasciano ombre di unto!). Anche i pennelli devono essere di ottima qualità, per non lasciare pelucchi visibili anche ad occhio nudo, una volta imprigionati nel colore asciutto.

 

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> Pirografia <

Il pirografo è un attrezzo venduto nei colorifici che funziona a corrente elettrica, composto da un'impugnatura in plastica isolante e da un corpo in metallo, con punte di varie forme intercambiabili. Collegandolo alla presa elettrica, la punta si surriscalda, e passata su un supporto in legno (preferibilmente non trattato, quindi grezzo) lascia delle bruciature incise. Pensandolo come una penna, si riescono ad immaginare le sue possibilità di utilizzo: con tratti continui come per la scrittura si possono incidere su legno delle scritte, con piccoli tratti simili a puntini si possono riempire spazi anche estesi. L'effetto finale sarà un'alternarsi di spazi pieni e vuoti (negativo - positivo), del bel colore caldo del legno chiaro in contrasto con il marrone scuro delle bruciature.

 

COSA OCCORRE

un pirografo

un supporto da decorare (cominceremo magari da un piccolo tagliere per cucina)

un soggetto in bianco e nero, meglio se stilizzato

matite per riportare il soggetto sul supporto

 

COME SI FA

Occorre lavorare lontano dai bambini piccoli e/o animali; la punta del pirografo si surriscalda parecchio e può bruciare fortemente la pelle, anche la vostra, quindi attenzione!

Per prima cosa, occorre disegnare con la matita una traccia sul supporto in legno scelto, da seguire poi con il pirografo. E' importante premere con il pirografo con la stessa intensità lungo tutto il disegno; soffermarsi troppo in una zona causerebbe una bruciatura più scura e potrebbe stonare con il resto. Potrebbe comunque essere un effetto voluto, creare zone più scure per tonalità diverse. Tenete sempre presente che più lasciate appoggiata la punta del pirografo sul legno, più questo brucia e scurisce. Non occorre invece premere: basta appoggiare la punta sul legno per più o meno tempo.

Continuare così fino al termine del lavoro.

 

SUGGERIMENTI

Provate prima su un pezzo di legno di scarto, per prendere confidenza con l'attrezzo: la sua impugnatura differisce da quella di una normale penna, poiché non si deve afferrarlo vicino alla punta (scotta!) ma più indietro. Questo dà meno controllo, e maggiori rischi di imperfezioni. Se doveste comunque sbavare con uno sbaffo di bruciatura oltre i contorni, potete provare a rimediare con della carta vetrata di grana molto fine, passata delicatamente sull'errore.

Provate diverse tecniche: tanti puntini ravvicinati, trattini più larghi tra loro, maggiore o minore tempo di bruciatura, punte dalla forma diversa (in genere fornite con l'attrezzo). Presto troverete che non è poi così difficile come sembra, occorre forse una certa dose di sicurezza, perché quando la punta si appoggia brucia, ed è difficile (ma non impossibile) rimediare.

Lavorare con il legno bruciato sviluppa un discreto odore, che può anche sembrare piacevole, ma a lungo andare può risultare fastidioso (a me per esempio fa venire mal di testa): aerate spesso il locale di lavoro, o meglio lavorate in un ambiente ventilato.

Nelle pause di lavoro dovrete appoggiare il pirografo sull'apposito attrezzo di metallo, in genere fornito nella confezione, che tiene sollevata la punta dal piano di lavoro. Ricordatevi di mettercelo anche dopo aver finito per lasciarlo raffreddare, prima di riporlo nella sua scatola, e di non tenere in giro materiale infiammabile (nemmeno carta o stoffa). 

Se disgraziatamente vi foste bruciati un dito con la punta incandescente, passate subito un cubetto di ghiaccio sulla parte, oppure fateci scorrere dell'acqua corrente fredda. Ha un effetto lenitivo immediato, e la pelle si gonfierà meno. Comunque non preoccupatevi, sono certa che il vostro buon senso vi suggerirà tutte le precauzioni del caso per evitare fastidi!

 

                                          

                                                                      

 

 

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