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E' il nome di una pasta da modellare
a base plastica (PVC),
simile al Pongo ma che indurisce con la cottura con cui assume un
aspetto ceramico, dai colori brillanti e vividi che si mantengono nel
tempo. E' disponibile in panetti di vari colori mescolabili tra loro
(vedi Teoria dei colori).
Una volta indurito, si può verniciare, ritagliare, limare, incollare ad
altri pezzi.
COME SI FA
Conviene iniziare da forme semplici e piccole, tipo
frutti o fiori:
togliere il panetto dall'involucro e
prelevarne un piccolo pezzo
scaldare il pezzo di Cernit tra le mani
per qualche momento, per aumentare la malleabilità
dare la forma desiderata, servendosi
anche di piccoli utensili come stuzzicadenti, matterelli per ravioli,
stecche per la creta, stampini da biscotti
per aggiungere un pezzetto di altro
colore a quanto già creato, scaldare leggermente le parti da unire con
le dita e premerle insieme, passando poi con le dita sulle giunture in
modo da farle aderire bene
disporre l'oggetto su della carta da
forno o direttamente sulla teglia da forno, e cuocere a circa 100 - 120
gradi per alcuni minuti
lasciare raffreddare a temperatura
ambiente
verniciare eventualmente con una mano di
vernice a spruzzo lucida o satinata
SUGGERIMENTI
Il Cernit è facile e divertente, ma non è
atossico come la pasta salata, quindi non fatelo utilizzare ai bambini
piccoli. In compenso, le vostre creazioni non rischieranno di sfaldarsi
col tempo, ma dureranno inalterate per lunghissimo tempo...
EFFETTI DI COLORE: i colori tendono a scurire con la
cottura, quindi tenetene conto quando create sfumature. Mescolando
colori anche contrastanti tra loro in maniera parziale e non omogenea,
si ottengono striature marmoree di bell'effetto. E' possibile anche
sfumare due o più colori, con una tecnica che descrive molto bene Sue
Heaser nel suo libro "Come modellare e lavorare il Cernit".
CONSIGLI VARI: nel Cernit lavorato con le
mani rimangono le impronte digitali in lievissimo rilievo. Se non
desiderate che la cosa accada, dopo aver dato la forma al vostro
pezzetto di Cernit, passatelo con un dito inumidito in un po' d'acqua, e
cercate di lisciare così la superficie.
Tenete comunque conto che questo materiale,
una volta cotto, si può tagliare e limare, e questo può tornare utile
per rimediare a qualche piccolo disastro.
I piccoli oggetti in Cernit possono essere
incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per conserva,
cornici, scatoline) utilizzando una colla tipo Attak o una colla
epossidica a due componenti, da preparare al momento in piccole
quantità.
FINITURA: ovviamente dipende dall'oggetto,
ma all'occorrenza il Cernit può essere scartavetrato con una carta
vetrata a grana fine, bagnandola mentre si procede per non far aderire
la polvere, prodotta dallo sfregamento, alla carta vetrata, che
perderebbe così efficacia.
L'ultimo passaggio può essere la
lucidatura, ottenuta sfregando il pezzo finito e scartavetrato con un
panno morbido (insistendo molto) o con una vernice trasparente e lucida
all'acqua (quelle a base di solventi non vanno bene, perché non si
asciugano mai del tutto sul Cernit restando oleose).
COTTURA: fate delle prove con palline di
Cernit di varie dimensioni, se non siete sicuri delle prestazioni del
vostro forno. Pezzi piccoli richiedono pochi minuti di cottura, pezzi
grandi qualche minuto in più, ma non esagerate né con la temperatura né
con il tempo di permanenza nel forno: correte il rischio di
rigonfiamenti o spaccature. Ricorrete al trucco della pallina di
stagnola come anima di una pallina di Cernit di grandi dimensioni:
alleggerirete il vostro lavoro e cuocerà in minor tempo.
CONSERVAZIONE: il Cernit non utilizzato si conserva a temperatura ambiente
o in frigorifero, meglio se in una scatola di latta (alcuni tipi di
plastica infatti possono "legarsi" con la componente plastica del
Cernit, rovinandolo).
Non teme l'acqua e l'oggetto finito può
essere pulito con un panno umido.
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> Pasta salata <
La pasta salata ha avuto un grande boom
negli ultimi anni, rivelandosi uno dei passatempi preferiti per facilità
d'esecuzione, reperibilità dell'occorrente e, perché no, per
economicità. Si tratta di un miscuglio di sale, farina e acqua, che crea
una sostanza modellabile da far asciugare in un forno.
COSA OCCORRE
una tazza di farina tipo "0"
una tazza di sale fino
mezza tazza di acqua a temperatura
ambiente (utilizzando la stessa tazza per le dosi di farina, sale e
acqua)
colla in polvere da tappezziere per
rendere più duraturo l'oggetto da creare (facoltativo)
forme per biscotti, stuzzicadenti,
stecche per la creta, coltellini, colini, spremi-aglio per effetti
particolari (descritti oltre)
ciotola d'acqua pulita per inumidire i
vari pezzi da assemblare
vernice idrorepellente per finitura
finale
COME SI FA
Innanzitutto occorre mescolare la farina,
il sale fino ed eventualmente un cucchiaino di colla da tappezziere in
polvere a secco in una ciotola, quindi aggiungere gradatamente l'acqua
mescolando, fino a raggiungere una consistenza ben amalgamata, non
appiccicosa ed elastica. A questo punto, servendovi di un piano di
lavoro pulito, cominciare dalle forme piccole (fiori, frutti, foglie)
utilizzando gli utensili sopra descritti, e quelli che vi suggerisce la
fantasia, per creare effetti particolari. Per unire più parti, inumidire
le giunture e premerle leggermente tra loro.
Una volta modellato il vostro oggetto,
appoggiarlo sulla teglia da forno rivestita di carta stagnola, e
metterlo ad asciugare nel forno a max 50 gradi, possibilmente (se il
pezzo è di grandi dimensioni) con lo sportello appena aperto. Non si
tratta di una vera cottura infatti, la pasta salata deve asciugare
perfettamente a bassa temperatura, per questo, dopo la parziale
asciugatura del pezzo che poggia sulla teglia, conviene toglierlo ed
appoggiarlo sulla grata del forno (il forno ad aria ventilata si rivela
essere il più adatto allo scopo).
Dopo l'asciugatura, l'oggetto è indurito e può
essere colorato con colori a tempera o acquarelli (vedi
Teoria dei colori). Una mano finale di
vernice trasparente ed idrorepellente, lucida o satinata che vogliate, è
indispensabile. Poiché il sale contenuto nella asta salata tende a
trattenere molta umidità, vi consiglio di non sistemare oggetti in pasta
salata in luoghi umidi, e di spolverarli con un panno asciutto.
SUGGERIMENTI
La pasta salata è un materiale "povero",
indicato anche per i bambini in età prescolare nella versione neutra.
Infatti, la pasta salata può anche essere colorata già nell'impasto, con
pigmenti naturali (pensate al caffè d'orzo, allo zafferano, ai coloranti
per alimenti che si trovano nei supermercati...), oppure con un piccolo
schizzo di tempera pura (converrà correggere l'impasto con un'aggiunta
di farina per ristabilire la giusta consistenza).
L'effetto della pasta salata colorata già
nell'impasto risulterà più morbido e naturale, rispetto alla coloritura
a pezzo finito, anche se meno vivace.
Macinare molto finemente il sale prima di
utilizzarlo, permetterà di ottenere una pasta dalla grana fine, indicata
per quei lavori che richiedono particolari ben definiti, come fiori
elaborati o visi di bambole.
Conservate in frigorifero la pasta non
utilizzata, ma sappiate che questo ne altera un pochino la composizione,
rendendola più appiccicosa; è sempre meglio preparare di volta in volta
il quantitativo necessario.
Per effetti particolari, provate questi
suggerimenti:
effetto rete -> premere la pasta salata
con la grata di un colino o con del tessuto a trama larga
effetto capelli -> spremere una piccola
quantità di pasta in uno spremiaglio, ed unire i fili così ottenuti per
esempio ad una testa, o come criniera e coda di un cavallo
effetto venature di foglia -> premere una
vera foglia con un matterello, dalla parte posteriore dove le venature
sono in rilievo, su di un pezzo di pasta salata
effetto "buccia d'ananas" -> premere
delicatamente una grattugia sulla pasta salata
effetto frutta -> un chiodo di garofano
spinto in una piccola sfera simula la parte inferiore dei frutti come le
mele e le pere, un pezzetto di ramo infilato dall'altra parte simula il
picciolo
effetto rosa -> formare un rotolino di
pasta cilindrico, da appiattire con il matterello, quindi avvolgere la
striscia ottenuta su sé stessa, facendola rotolare cominciando da
un'estremità
Una delle composizioni tipiche di
pasta salata è la ghirlanda, che si ottiene modellando due o tre rotoli
cilindrici da avvolgere uno attorno all'altro o da intrecciare proprio
come fosse una traccia. Poi si uniscono l'estremità formando un cerchio,
ed inumidendo le giuntura, che verrà mascherata da piccoli fiori o
frutti.
I piccoli oggetti in pasta salata possono
essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per
conserva, cornici, scatoline) utilizzando la colla a caldo (disponibile
in commercio in piccoli candelotti, da "sparare" con l'apposita pistola
che funziona a corrente elettrica).
Un ultimo accorgimento: lavorare a mani nude la pasta
salata le rende piuttosto aride (è l'effetto del sale). Tenete a
disposizione una crema nutriente per le mani, da spalmare generosamente
dopo averle lavate accuratamente ed asciugate a fine lavoro.
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> Punto croce <
Il punto croce è una delle tecniche di
ricamo che si presta a decorare qualsiasi oggetto, vista la possibilità
di ritagliare ed incollare la tela su cui viene eseguito. Si tratta di
un sistema di piccole croci regolari, eseguite su tessuti dalla trama
regolare che ne facilitano l'esecuzione, con matassine di filati di vari
colori.
Esistono in commercio centinaia di bei
testi che sono adatti anche ai principianti; vi consiglio di acquistarne
uno che mostri, con immagini chiare, la tecnica di base per eseguire le
crocette. Qui mi limiterò a dare qualche informazione pratica.
COSA OCCORRE
tela tipo Aida a 10, 22 o 44 fori
(venduta anche in rotoli di bordura con smerli colorati, più sono i fori
e più il ricamo verrà piccolo e prezioso), o lino da ricamo, o
addirittura iuta
matassine di cotone Mouliné in vari
colori
schemi con spiegazioni (reperibili anche
su riviste specializzate)
aghi da ricamo (con punta stondata)
telai per le creazioni più impegnative
(si può comunque tenere la tela in mano durante il lavoro)
SUGGERIMENTI
Un buon lavoro di punto croce si vede,
oltre che dal verso diritto, con punti regolari e con l'incrocio sempre
eseguito nello stesso verso (andata e ritorno),anche dal rovescio;
infatti, le persone più esperte riescono ad ottenere una sequenza
perfetta di piccoli tratti sul retro, senza fili penzolanti o peggio
nodi per fermare i fili.
E' un lavoro che richiede pazienza e
costanza; lavorare in un ambiente tranquillo e ben illuminato è alla
base della buona riuscita delle vostre opere.
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> Decoupage <
La tecnica del decoupage (dal
francese découper, che significa
ritagliare) consiste nel decorare oggetti con ritagli di immagini da
riviste, giornali, album. Quando dico genericamente "oggetti", intendo
una gamma vastissima, difatti si può decorare con il decoupage legno,
cartone, terracotta, metallo, plastica, cera per candele, porcellana,
vetro...
COSA OCCORRE
riviste o giornali con immagini da
ritagliare (per i più raffinati esistono in commercio carte da
decoupage, con soggetti bel delineati e con la giusta porosità; l'unico
inconveniente è che sono abbastanza costose)
forbici
cutter ben affilato
cucchiaio in plastica per dosare la colla
colla vinilica (tipo Vinavil)
contenitore per diluire la colla
pennello per stendere la colla diluita
vernice trasparente di finitura (tipo
flatting) anche spray (esiste in commercio della vernice a base d'acqua
per decoupage, un po' costosa ma atossica)
pennello per vernice trasparente (non
occorre se usate la vernice spray)
acquaragia
COME SI FA
Per le prime volte, vi consiglio di usare
oggetti da decorare in legno non verniciato o cartone, più facili da
gestire, per prendere confidenza con la tecnica.
La fase di preparazione al decoupage
comincia con la ricerca di belle immagini da riviste, giornali e altro.
Iniziate da soggetti non troppo piccoli e dalle forme regolari.
Una volta ottenuta una discreta quantità
di piccoli ritagli, componeteli sull'oggetto da decorare secondo il
vostro gusto: potete anche sovrapporli parzialmente, creando più
movimento all'insieme. Quando raggiungete una combinazione che vi
soddisfa, siete pronti per incollare con la colla vinilica le vostre
figure al supporto.
Metodo a pennello
Attenzione: la colla va diluita in
rapporto 1 a 5, cioè 1 cucchiaio di acqua e 5 di colla circa,
l'importante è che non sia né troppo densa né troppo liquida.
Con l'aiuto di un pennello, stendete la
colla sul retro delle figure, applicatele sul supporto, quindi stendete
altra colla sulla parte davanti. Questo isola la carta dalla successiva
passata della vernice trasparente, evitando che si inzuppi e si sporchi.
Attendere 2 o 3 ore per far asciugare la
colla, quindi passare una prima mano di flatting a pennello. Attendere
che si asciughi (5 o 6 ore) e stendere un'altra passata di vernice.
Continuare così per altre 2 o anche 3 mani, finché lo spessore dei
ritagli non si sentirà più passando con un dito sopra la superficie
asciutta.
Pulite sempre i pennelli dopo ogni mano.
Questo metodo è il più usato perché si
adatta a qualsiasi supporto e ritaglio, anche se un po' lungo come tempi
d'esecuzione.
Metodo spray
Potete acquistare della colla vinilica
spray , del fissativo acrilico spray per carboncino e della vernice
spray trasparente, lucida o satinata.
Proteggete il piano di lavoro (e le
vostra mucose, quindi occhi e bocca) e spruzzate la colla dietro i
ritagli, che posizionerete poi sul supporto lisciandoli con le mani, ma
avendo cura di frapporre un foglio bianco tra le vostre mani e i
ritagli.
Spruzzate il fissativo spray e attendete
una ventina di minuti affinché asciughi.
Spruzzate la vernice trasparente in più
mani, attendendo circa 20 minuti tra una mano e l'altra.
Questo metodo è molto più veloce del
metodo a pennello, ma più costoso e pericoloso per la tossicità dei
prodotti. Da eseguire solo in ambienti aerati, o addirittura all'aperto,
e proteggendo mani, bocca e occhi.
Metodo misto
Potete pensare di usare la colla spray
per incollare e isolare le figure, e poi la vernice trasparente a
pennello per la finitura, oppure colla vinilica a pennello e vernice
spray.
SUGGERIMENTI
Personalmente preferisco il metodo a
pennello, soprattutto con vernice di finitura speciale per decoupage,
atossica e che non puzza.
Il segreto per la riuscita perfetta dei
vostri lavori risiede innanzitutto nella qualità dei ritagli, che non
devono presentare bordi frastagliati ma netti. Provate mentre ritagliate
a far ruotare la carta tra le mani, per poter seguire meglio i contorni.
Forbici affilate e di varie dimensioni vi
saranno indispensabili per ogni tipo di ritaglio.
E' importante eseguire bene la fase di
isolamento dei ritagli incollati sul supporto, con la colla diluita, se
non volete ritrovarvi i ritagli unti della vernice che stenderete
successivamente; non preoccupatevi, perché la colla applicata sulle
figure sembra bianca, ma una volta asciutta diventa trasparente.
Mentre con il metodo a pennello potete
lasciar pasticciare anche i bambini oltre gli 8 anni, non ve lo
consiglio con il metodo spray... ma in realtà non lo consiglio neanche a
voi!
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> Pittura su
tessuto <
Esistono diversi modi di decorare il
tessuto con la pittura.
Il tessuto difatti può essere tinto con i
colori appositi, venduti anche nei supermercati più forniti, persino in
lavatrice, senza che questo arrechi danni alla vostra macchina.
Può essere decorato con colori per stoffa
in tubetto, che si spremono direttamente e lasciano delle tracce in
rilievo (perfetti per i tessuti di cotone pesante e jeans).
Può essere decorato con mascherine
per lo stencil
(vedi l'argomento), utilizzando i colori a olio in pastello, che non
vanno nemmeno stirati a rovescio per essere fissati, ma vanno fatti
asciugare perfettamente.
Può essere decorato con i pennarelli per
stoffa, già pronti all'uso, facili da usare (ma che tendono a
scolorire).
Qui però mi occuperò della pittura su
stoffa con gli appositi colori in vasetto, generalmente a base d'acqua.
COSA OCCORRE
colori per stoffa in varie tonalità
(vedi Teoria dei colori)
stoffa da decorare
pennellini di varie dimensioni e forme (a
goccia o piatti)
matite per disegnare la traccia del
disegno
ferro da stiro per fissare i colori a
disegno asciutto
COME SI FA
Occorre innanzitutto lavare il capo da
dipingere, soprattutto se nuovo, per eliminare tracce di appretto che
non permetterebbero ai colori di fissarsi correttamente.
Porre un pezzo di cartone di recupero
dietro la stoffa, per non sporcare il piano con il colore che dovesse
eventualmente trapassare la trama del tessuto.
Procedere con il disegno a matita; per
decorare stoffe bianche, come le T-shirt, potete anche porre
un'illustrazione da ricalcare al di sotto della stoffa. I puristi del
disegno inorridiranno, ma per tutti gli altri va bene così!
Procedere poi a riempire le varie zone,
dipingendo nel verso della scrittura per evitare di strusciare sul
colore già steso. Il colore va diluito poco con acqua, anzi spesso è
meglio non diluirlo per niente; si farà un po' di fatica a stenderlo, ma
non correrete il rischio di colore espanso a macchia, soprattutto per
trame leggere come il jersey di cotone.
In ultimo, passate i contorni con un
colore di una tonalità più scura della zona interna, per dare maggior
risalto al disegno (anche il nero va bene, soprattutto se il vostro
disegno è un personaggio dei fumetti).
Aspettate che il tutto si asciughi,
quindi stirate a rovescio con il ferro caldo (seguite le istruzioni
sempre presenti sui vasetti di colore).
SUGGERIMENTI
Una certa abilità manuale sarebbe
necessaria, ma ricordatevi che potete benissimo servirvi di stampini (in
spugna o fatti in casa, incidendo la pasta di una patata divisa a metà)
per decorazioni particolari. Poiché dipingere piace molto anche ai
bambini, potete lasciarli liberi di pasticciare con vecchie magliette o
canovacci. L'impronta delle loro manine è senz'altro un ricordo
piacevole da indossare.
Vi raccomando di non lavare il capo
finito e fissato con il ferro da stiro a più di 30 - 40 gradi in
lavatrice, meglio ancora potreste lavarlo a mano, e stirate sempre a
rovescio.
Per decorare su seta, richiedete i colori
per questo particolare tessuto, che sono più liquidi, brillanti e
trasparenti. Avrete bisogno anche della cosiddetta "glutta", un liquido
in tubetti che assomiglia alla colla, per delimitare i contorni delle
zone da colorare. La glutta sparisce con il primo lavaggio (delicato!).
Stirate sempre a rovescio.
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> Pittura su vetro
<
E' una tecnica che permette di dipingere
su supporti di vetro, come bottiglie, finestre, specchi, imitando in
qualche caso la legatura a piombo delle vetrate (è proprio questo
particolare effetto che vado a spiegare).
COSA OCCORRE
un oggetto in vetro da decorare ben
pulito (eliminate tracce di unto e ditate con alcool)
colori per il vetro
solvente per colori a vetro: essenza di
petrolio
stracci per pulire i pennelli
pennelli di varie forme (a goccia o
piatti) e dimensioni
pasta per contorni per colori a vetro,
detta anche "piombo liquido" (è una speciale pasta in tubetti che secca
restando in rilievo)
fogli di carta bianchi e matite per
tracciare un disegno-guida
COME SI FA
Illustrerò in questa occasione una
tecnica che utilizza il "piombo liquido", materiale in pasta che si
spreme direttamente dal beccuccio del tubetto in cui è venduto,
disponibile in tre colori: oro, argento e nero.
Cominciare con il tracciare un disegno
semplice su un foglio di carta bianco, molto stilizzato. Prendere una
lastra di vetro (per iniziare è meglio infatti adoperare una lastra
liscia, piatta e di piccole dimensioni) ed appoggiatela sul disegno.
Ora, tagliate il beccuccio del tubetto del "piombo liquido", e
spremetelo lungo i contorni del disegno, cercando di spremere sempre con
la stessa intensità e con un tratto continuo (provate prima in un angolo
per capire come muovere la mano).
Lasciate asciugare bene (leggete i
tempi d'essiccazione sul tubetto), quindi passate a riempire gli spazi
creati con i colori per il vetro, eventualmente schiariti con il
solvente (vedi Teoria dei colori),
con movimento dal centro verso i bordi.
Lasciate asciugare il pezzo, ed
appendetelo incollando (con colla per vetro) un gancio per quadri sul
retro.
SUGGERIMENTI
La maggiore difficoltà sta nel movimento
della mano quando si utilizza il "piombo liquido". Vi accorgerete
infatti che spremendo troppo il tubetto si formano tratti più grossi,
che potrebbero stonare con il resto, oppure con un tratto troppo veloce
rischiate di spezzettare la linea, che invece dev'essere continua. Un
po' di pratica e troverete la giusta via.
Cercate comunque di lavorare in un
ambiente pulito, e su supporti senza tracce di grasso (anche le dita più
pulite lasciano ombre di unto!). Anche i pennelli devono essere di
ottima qualità, per non lasciare pelucchi visibili anche ad occhio nudo,
una volta imprigionati nel colore asciutto.
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>
Pirografia <
Il pirografo è un attrezzo venduto nei
colorifici che funziona a corrente elettrica, composto da un'impugnatura
in plastica isolante e da un corpo in metallo, con punte di varie forme
intercambiabili. Collegandolo alla presa elettrica, la punta si
surriscalda, e passata su un supporto in legno (preferibilmente non
trattato, quindi grezzo) lascia delle bruciature incise. Pensandolo come
una penna, si riescono ad immaginare le sue possibilità di utilizzo: con
tratti continui come per la scrittura si possono incidere su legno delle
scritte, con piccoli tratti simili a puntini si possono riempire spazi
anche estesi. L'effetto finale sarà un'alternarsi di spazi pieni e vuoti
(negativo - positivo), del bel colore caldo del legno chiaro in
contrasto con il marrone scuro delle bruciature.
COSA OCCORRE
un pirografo
un supporto da decorare (cominceremo
magari da un piccolo tagliere per cucina)
un soggetto in bianco e nero, meglio
se stilizzato
matite per riportare il soggetto sul
supporto
COME SI FA
Occorre lavorare lontano dai bambini
piccoli e/o animali; la punta del pirografo si surriscalda parecchio e
può bruciare fortemente la pelle, anche la vostra, quindi attenzione!
Per prima cosa, occorre disegnare con la
matita una traccia sul supporto in legno scelto, da seguire poi con il
pirografo. E' importante premere con il pirografo con la stessa
intensità lungo tutto il disegno; soffermarsi troppo in una zona
causerebbe una bruciatura più scura e potrebbe stonare con il resto.
Potrebbe comunque essere un effetto voluto, creare zone più scure per
tonalità diverse. Tenete sempre presente che più lasciate appoggiata la
punta del pirografo sul legno, più questo brucia e scurisce. Non occorre
invece premere: basta appoggiare la punta sul legno per più o meno
tempo.
Continuare così fino al termine del
lavoro.
SUGGERIMENTI
Provate prima su un pezzo di legno di
scarto, per prendere confidenza con l'attrezzo: la sua impugnatura
differisce da quella di una normale penna, poiché non si deve afferrarlo
vicino alla punta (scotta!) ma più indietro. Questo dà meno controllo, e
maggiori rischi di imperfezioni. Se doveste comunque sbavare con uno
sbaffo di bruciatura oltre i contorni, potete provare a rimediare con
della carta vetrata di grana molto fine, passata delicatamente
sull'errore.
Provate diverse tecniche: tanti puntini
ravvicinati, trattini più larghi tra loro, maggiore o minore tempo di
bruciatura, punte dalla forma diversa (in genere fornite con
l'attrezzo). Presto troverete che non è poi così difficile come sembra,
occorre forse una certa dose di sicurezza, perché quando la punta si
appoggia brucia, ed è difficile (ma non impossibile) rimediare.
Lavorare con il legno bruciato sviluppa
un discreto odore, che può anche sembrare piacevole, ma a lungo andare
può risultare fastidioso (a me per esempio fa venire mal di testa):
aerate spesso il locale di lavoro, o meglio lavorate in un ambiente
ventilato.
Nelle pause di lavoro dovrete appoggiare
il pirografo sull'apposito attrezzo di metallo, in genere fornito nella
confezione, che tiene sollevata la punta dal piano di lavoro.
Ricordatevi di mettercelo anche dopo aver finito per lasciarlo
raffreddare, prima di riporlo nella sua scatola, e di non tenere in giro
materiale infiammabile (nemmeno carta o stoffa).
Se disgraziatamente vi foste bruciati un
dito con la punta incandescente, passate subito un cubetto di ghiaccio
sulla parte, oppure fateci scorrere dell'acqua corrente fredda. Ha un
effetto lenitivo immediato, e la pelle si gonfierà meno. Comunque non
preoccupatevi, sono certa che il vostro buon senso vi suggerirà tutte le
precauzioni del caso per evitare fastidi!
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